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Un racconto di Martina Ciullo
Numero di battute: 1947

«Esco a fumare.» E gli avevo mostrato l’accendino di Calimero.
Mio marito odiava il fumo e io mi ero adeguata. Quella sera però la sigaretta non era la priorità. Avevo letto l’anteprima del tuo messaggio e mi era uscito un urlo strozzato.
«Che c’è?» aveva chiesto mio marito dall’altra stanza, e io avevo dato la colpa a un insetto.

Mi ero messa il giaccone ed ero uscita in terrazzo. Lì avevo aperto la chat.
Era un messaggio lungo, ma il succo era: “L’ho lasciata”. Il resto era contorno.
“Ora tocca a te” concludevi.

«L’ho lasciata.»

Avevo aspettato questo momento per settimane, fluttuando in una realtà in cui mi sdoppiavo: una brava moglie, la donna che ti amava alla follia. Due vite inconciliabili. E ora che era saltata anche l’ultima scusa che avevo, ora che sarebbe stato facilissimo, naturale, andare in camera, riempire un borsone con qualche vestito, dirgli la verità che meritava di sapere e poi correre da te, nel tuo appartamento che sarebbe subito diventato il nostro appartamento, me ne stavo sul terrazzo, il mio terrazzo, il respiro che si gelava di fronte a me, il telefono in mano.

Scorrevo su e giù il tuo lungo messaggio quando mi avevi sollecitato con un punto di domanda.
Istintivamente avevo chiuso la chat.
Ti avrei risposto, certo, ma prima ci dovevo pensare.
Mi rendevo conto, però, di quell’assurdità: avrei dovuto telefonarti, urlarti: “Amore mio, vieni a prendermi”, sarei dovuta scendere in mezzo alla strada lasciando tutto quello che avevo.

Poi mio marito aveva bussato alla portafinestra, facendomi sussultare.
«Ehi» mi aveva detto, la voce ovattata dal vetro.
«Ehi» gli avevo detto io, mettendo il cellulare in tasca.
“Aperitivo?” aveva mimato lui, scostando un po’ di più la tenda per mostrarmi una bottiglia di vino.

Ero rientrata e gli avevo dato un bacio a stampo.
Lui aveva annusato i miei capelli, in un punto tra la spalla e il collo.
«Non puzzi di fumo» mi aveva detto, e io gli avevo risposto: «Sto diventando brava».

ciullo martina bio

Martina Ciullo è una violinista professionista e scrive da sempre. Ha studiato Giornalismo a Trieste e Sceneggiatura alla Scuola Holden. Vive a Roma.