Pastrengo Agenzia Letteraria

racconto De Luca Italia

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Un racconto di Andrea De Luca Italia
Numero di battute: 2038

Mani affogano nelle sabbie mobili di Liszt e cercano ossigeno dove possono. Non nell’avorio consunto del pianoforte verticale di sua nonna, che la lei bambina considerava migliore amico della donna. L’asfittico legno del terzo piano abbandonato racconta ancora storie di quei giorni e irrequieto tanfo di Nazionali.

Giugno le tira i capelli da una fessura nella tapparella incrinata, ma lo sguardo è perso nella macchia nera sulla parete del salotto, nei suoi tragici confini così simile a un neuma. C’è una risposta, in quella fuga di luce, che indugia a rivelarsi – la domanda, d’altronde, è mal posta. Il lungo interrogatorio dura da quando la treccia bruna incorniciava la clavicola e la voce secca della madre di sua madre addolciva le stagioni: suoneresti ancora per me?

Ora la spina dorsale è crocefissa contro il malmesso schienale di plastica di una sedia verde di Leroy Merlin. A ogni sguardo lanciato oltre la tavola armonica, il nero si fa un po’ più vasto, ma tace.

«Giugno le tira
i capelli»

La casa non è più abitata da quasi cinque anni, l’aria vibra ancora acida di pomodoro e soffritto, intriso nel tagliere che da ragazzina usava come leggio. Tiene ancora un po’ la ragione all’oscuro delle proprie intenzioni, così le prime note dell’Étude S.140 No.3 in sol diesis minore sfidano a duello la memoria e i detriti che ingolfano l’ingresso.

Polvere, sul campo di battaglia, che l’afa mastica e sputa tra le crepe del parquet e sotto la gomma dei talloni delle Vans, le stesse che ogni mattina la traggono in una Cariddi di metropolitane e grattacieli.

Metà del brano, la macchia è più grande della sua testa, audace le chiede di duettare, detta il tempo all’affondo maldestro delle falangi. Il crescendo sloga la ruggine nei polsi, slegati dalla mente. La carta da parati, gravida d’orrendi fiori rosa, evapora come un lontano fantasma e un’oscurità nuova di danze divelle il pomeriggio.

Maria è le sue mani che ora ricorda di avere, Maria è i suoi occhi fissi nel muro che scompare, la voragine non ha un cazzo da dire. Ma anche il silenzio suona.

Andrea De Luca Italia

Andrea De Luca Italia nasce a Roma, dopo la fine dell’Unione Sovietica ma prima della vittoria dei Jalisse a Sanremo. Una sua poesia e un suo racconto sono apparsi, rispettivamente, negli e-book Sunday Poets. Il futuro, uno sguardo sul mondo che verrà (La Stampa/40K, 2015) e Domani Ti Scrivo (Mondadori, 2020). Nel 2022 vede la luce stasi inquiete (Eretica, 2022), la sua prima raccolta di poesie.