Pastrengo Agenzia Letteraria

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a pagina 174

Un racconto di Michele Giordano
Numero di battute: 2347

Il professore guarda il libro davanti a sé.
«Andate a pagina 174» dice.
Disciplinati, gli studenti eseguono.
«Oggi parliamo di meraviglioso e di strano. Lo studioso bulgaro Tzvetan Todorov sostiene che la narrativa fantastica riguarda da una parte storie tratte da un mondo estraneo alla realtà di tutti i giorni...»
«Come la favola dei tre porcellini che abbiamo letto ieri?» domanda Aloia.

«Oink!» commenta Bucci.
«Sì» conferma il professore, ignorando lo spiritoso, «bravo Aloia.» Poi aggiunge: «dall’altra parte, la narrativa fantastica riguarda storie in apparenza saldamente ancorate alla realtà quotidiana…».
«Oink!» insiste Bucci.
«Va bene, Bucci» dice il professore senza scomporsi, «ti sei meritato una nota» e si accinge a scriverla al computer di classe.

«Utente» chiede il computer.
«Giordano.»
«Password.»
«nespola.»
Si aspetta il solito «Benvenuto, Giordano Michele», ma legge «Benvenuto, Lupo Michele». Che pasticci fa il server?

«Benvenuto,
Lupo Michele.»

Ma non fa in tempo a pensarci sopra: le mani sulla tastiera sono diventate pelose e le dita hanno grinfie adunche. Solleva lo sguardo: una ventina di porcellini, seduti ai banchi, grugnisce.
Sente un prepotente languore. Deglutisce senza volerlo, mentre i porcellini ammutoliscono. Prova più disappunto o più appetito? Gli spiace mangiare i suoi studenti, ma neanche tanto.
Prova a resistere. Facile a dire. Guarda Romani: che bocconcino! E Aloia? Bravo, ma soprattutto buono. Ha fame. Una fame da lupo.

Un momento, però. Quel residuo di professor Giordano che resiste in Michele il Lupo concepisce un pensiero. Guarda il libro sulla cattedra aperto a pagina 174 e legge: «L’avvenimento strano si spiega come illusione dei sensi o come proiezione della psiche umana, in quanto esseri misteriosi e fenomeni inspiegabili si inseriscono in una realtà apparentemente normale».
Freneticamente scorre il libro fino a pagina 338: «Il termine realismo viene applicato a opere del Medioevo, dell’Ottocento e del Novecento, che mirano a ricreare in letteratura situazioni di vita e personaggi verosimili, inseriti in un determinato contesto spaziale e temporale (in caso contrario, siamo nell’ambito del fiabesco e del fantastico)». A questo punto guarda gli studenti.

«Ragazzi» dichiara, «parliamo del realismo.»
«Ma stavamo parlando dello strano» protesta Aloia.
«Meglio di no» risponde il professore, «credetemi, è meglio di no.»

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Michele Giordano (1952) è nato a Milano e ha dedicato molti dei suoi anni (ma non tutti) all’insegnamento. Ha pubblicato un romanzo (Come i funghi sbronzi d’acqua, Robin 2011) e un racconto lungo ricavato da una storia vera (Una selvaggia normalità, Franco Angeli 2012). Il suo sito personale è parolescritte.it.