Pastrengo Agenzia Letteraria

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senza fiato

Un racconto di Luigi Carrozzo
Numero di battute: 2303

Luca non poteva sapere, steso sull’asfalto umido, quella notte in cui i genitori lo credevano in camera a dormire – domani c’è scuola, hai già perso due anni, se vieni bocciato anche stavolta... –, sgattaiolato via solo per fumare un po’ con Haidar nel parcheggio del supermercato, non poteva sapere, Luca, quando rintronato ed euforico l’amico gli aveva proposto: «Perché non sganciamo un carrello e lo usiamo come slitta?», quando i loro schiamazzi avevano attirato l’attenzione di Amir, il pusher di zona, in quel momento strafatto di yaba, accompagnato da un paio di balordi suoi pari, tutti animati dalle peggiori intenzioni, e mica li aveva visti lui, avvitato su se stesso come un feto nel ventre mentre il carrello sferragliava facendo un fracasso infernale,

non poteva sapere, Luca, vedendo avvicinarsi quei poco di buono, un ghigno selvaggio dipinto sul grugno e una lama che baluginava al chiaro dei lampioni, non poteva sapere, mentre i gradassi sbraitavano come visigoti al saccheggio di Roma – e quel vigliacco di Haidar si era già dileguato, correndo fino a spaccarsi i polmoni –

«Non poteva sapere, Luca.»

mentre i tre lo disincagliavano dal carrello, lo sollevavano di peso, lo schiantavano sull’asfalto e cominciavano a tempestarlo di calci e la lama controluce saettava in direzione della sua coscia, penetrava veloce, dolorosa, nella polpa del muscolo, recideva l’arteria femorale e infine, con la stessa rapidità, veniva estratta – il sangue che zampillava e, dio, quanto ne veniva fuori, un’orripilante cascata, talmente tremenda e inaspettata che anche i tre, atterriti, se l’erano data a gambe –, ebbene Luca non poteva sapere quanto fosse dolce morire, lasciare che il pensiero sdilinquisse, sentire con lentezza i dolori che cedevano il passo alla serenità e convincersi che in fondo era meglio così, per lui che avrebbe cessato di patire gli efferati tormenti dell’adolescenza e per i suoi genitori che non avrebbero mai più sofferto per la sua inettitudine, era meglio così, si disse, con gli occhi ciechi che tuttavia indirizzavano lo sguardo al di là della coperta di nuvole buie, oltre la troposfera, nella piena contemplazione dello spazio siderale, lontano anni luce, così distante da valicare le soglie del tempo, dove fine e origine di tutto convergono in un unico spaventoso e magnifico punto.

bio-luigi-carrozzo

Luigi Carrozzo è nato a Salerno nel 1975. Ora vive a Milano. Da anni lavora nel mondo dell’editoria. Ha collaborato con numerose redazioni editoriali (Feltrinelli, Kowalski, Rizzoli, Bur, Chiarelettere) ricoprendo vari ruoli: traduttore, ghost writer, editor, redattore. Suoi racconti sono stati pubblicati su diverse riviste e antologie. È autore del romanzo Piccola odissea di un erotomane (Lite editions, 2013).