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l' assicurazione

Un racconto di Antonio Marzotto
Numero di battute: 2445

Quello che serve per capire se l’uomo con la giacca di camoscio e i capelli radi incollati alla fronte farà un altro passo indietro, l’ultimo, e si lascerà cadere dal ponte che attraversa il Fosso del Diavolo, è tutto qui. Non c’è bisogno di parlarne, né di farsi un cenno con il mento, o un’occhiata, niente. L'uomo si butterà. E le ultime due persone che guarderà saremo noi, Sonia. Ha scelto noi.

Io non lo so com’è svegliarsi di notte con in fondo alla gola la sensazione di aver sognato quello sguardo, e io e te non abbiamo bisogno di dircelo che non vogliamo portarcelo via, lo sappiamo e basta, come si sanno sempre le cose vere un attimo prima che lo diventino.

Saranno passate due o tre auto in venti minuti. Hanno rallentato, gli occhi inchiodati al parabrezza, le mani perfettamente in posizione 10 e 10 e speriamo che non mi cazzo fermano, pensano, quando vedono il lampeggiante blu. E io non lo so se qualcuno rallenterà per guardare la scena: l’uomo con la giacca di camoscio in piedi sul guardrail, e io e te, a due passi dalla volante, tu con la mano sulla fondina (come se fosse possibile minacciare di morte un suicida, stupida, stupida Sonia), io bloccata sulle gambe pesanti, non grassa, non magra, inadeguata. Qualcuno potrebbe fermarsi, e l’idea, Sonia, te lo confesso, non mi dispiace per niente. Perché non so te ma io vorrei tantissimo che un altro essere umano ci dicesse cosa dobbiamo fare, visto che tu non sei in grado, e io nemmeno.

Non aveva l’assicurazione, direi ai curiosi, si è spaventato, è sceso dalla macchina come se tutto fosse finito, come se la vita fosse fatta di gelato e fosse colata per sbaglio dentro a un tombino, e noi ci abbiamo provato a calmarlo, la multa non gliela facciamo più, non c’è bisogno, davvero.

«Aiuto. Aiutateci.
Non siate
solo curiosi.»

Per così poco, per così poco, per così poco. Aiuto. Aiutateci. Non siate solo curiosi. Parlateci voi che siete vivi e umani e pesanti e disperati. Ditegli che va tutto bene.

Ma nessuno si ferma, per paura di un controllo, della legge, degli abusi, della morte, del potere, del controllo. E noi siamo sole, Sonia, e saremo sole per sempre.

L’uomo sul guardrail ora tende le braccia verso di noi e annuisce come un bambino educato e il vento gli scompiglia i brutti capelli radi e con una mano se li sistema, senza fretta, come se si stesse preparando per uscire a cena.

E quando, alla fine, fa un passo indietro e scompare nel nulla, io, per dio, giurerei di avergli sentito dire: «Hop».

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Antonio Marzotto (1982) è nato e cresciuto a Livorno. Si è laureato in Cinema all’Università di Pisa e ha frequentato il Master in Tecniche della narrazione alla Scuola Holden di Torino. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati da Quintadicopertina e dalle riviste Colla e Linus. Lavora a Roma per una società di comunicazione.