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giulia sarli racconto

churchill

Un racconto di Giulia Sarli
Numero di battute: 2421

Catia e Nichi giocano a pallone vicino all’acqua. Vorrei stare con loro ma fa troppo caldo, sento il peso del pelo sul corpo. La mamma sotto l’ombrellone mi bagna la testa ogni tanto.

«Dovevamo lasciarlo a casa, non vedi che sta male?» dice il papà.
«Ma non può stare da solo, Churchill è solo un cucciolo!»

Annuso la sabbia. Provo a leccarla. Eccì! Dei granelli mi sono rimasti incollati alla lingua. Avanzo. TUM TUM. Che cos’è questo rumore?

TUM. Mi guardo intorno. È vicino al muretto che delimita la spiaggia. Lo raggiungo e inizio a scavare. Il rumore si fa più forte. TUM TUM. Sento qualcosa di morbido contro i polpastrelli e mi fermo. TUM. Ora il battito è continuo. TUM. Sembra. TUM. Un cuore. Lo prendo in bocca, porto il mio trofeo dalla mamma, glielo appoggio sulla salvietta e aspetto. TUM. Lei guarda. TUM. Caccia un urlo. D’istinto, riprendo il cuore e corro sulla battigia. I bambini si piegano a guardare. Catia dice «Bleah!» e si copre gli occhi con le mani; Nichi ha negli occhi lo sguardo di quando taglia la coda alle lucertole. TUM. Sento il rumore dell’acqua che viene. Il mare mi avvolge le zampe. Scatto via.

Supero una spiaggia e quella dopo ancora. Traccio una linea di fuga a tendini tesi. Più avanzo e più la sabbia si svuota di corpi.

«TUM TUM.»

Raggiungo il silenzio di una riva deserta. Quasi. In fondo, appoggiata agli scogli, la figura di un uomo. Mi avvicino. È vestito come quando fa freddo. Indossa un impermeabile, in testa un cappello da pescatore. La camicia azzurra, tutta lisa, ha i bottoni aperti che lasciano al sole il collo cotto. La faccia è per metà coperta da una barba disordinata. Sembra stia dormendo, non si accorge che mi sono avvicinato. Lascio cadere il cuore e abbaio. L’uomo apre gli occhi. TUM. Mi vede. TUM. Vede il cuore. TUM TUM.

«Il mio cuore!»

Lo afferra tra le mani e lo inghiotte. Io abbaio forte. «Shhh aspetta!» Si mette l’indice davanti alla bocca. Vedo l’unghia lunga e nera, simile a un coltello. Restiamo in silenzio. TUM. Sentiamo. TUM. Il rumore. TUM TUM. Ha ripreso. Mi avvicino al petto dell’uomo, è da lì che viene. Ci schiaccio contro il muso.

«È il mio cuore, erano anni che lo cercavo. Adesso posso tornare a casa, finalmente!»

Lo annuso, gli salgo su una gamba, gli lecco una guancia.

«Churchill!» Sento la voce della mamma e dei bambini.

L’uomo intrufola le dita nel pelo della mia testa in una carezza. Si alza in piedi, entra in acqua e scompare nel mare.

Sarli Giulia Bio

Giulia Sarli è nata a Bergamo nel 1987. È laureata in Lettere e collabora con La Balena Bianca. Legge e scrive tutti i giorni.