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martin hofer racconto

un giorno via l’altro

Un racconto di Martin Hofer
Numero di battute: 2335

Dice di aver fatto caso alla notifica di arrivo della mail, ma di non averla aperta subito, la mail, perché stava guidando. Era domenica. Il lunedì ricorda di aver lavorato fino a tardi, e poi di essersi trattenuto con un collega nel bar di fronte all’ufficio, tempo di un bicchiere. Non ha cenato, si è addormentato vestito.

Martedì ha tentato di fare spazio nel computer: un messaggio lo informava che la memoria era quasi esaurita. Ha passato in rassegna i documenti salvati, le foto, i video, indeciso su cosa conservare e cosa eliminare. Gran parte del materiale, a suo dire, gli è parso sacrificabile, eppure non è riuscito a trarne una gerarchia, un criterio dal quale far derivare il diritto alla sopravvivenza o all’oblio. Alla fine ha lasciato tutto com’era, ha spento il computer.

Il mercoledì e il giovedì afferma di faticare a distinguerli, a distanza di tutto questo tempo. Ha cenato con dei surgelati, ha bevuto vino, ha promesso a se stesso che a partire dalla settimana successiva avrebbe dato un taglio alle sigarette, ha guardato il secondo tempo di una partita di Premier League trasmessa in replica.

«Fatto sta
che
i giorni
sono passati.»

Adesso non saprebbe stabilire con esattezza cosa tra il vino, i buoni propositi sul fumo e la partita sia avvenuto di mercoledì e cosa sia avvenuto di giovedì. Ricorda soltanto una grande stanchezza, una pesantezza mentale, così la definisce, e che in entrambi i casi ci sono stati i surgelati, di questo è sicuro.

Venerdì ha fatto di nuovo tardi in ufficio, ma prima di andare a letto dice di essersi ripromesso di leggere la mail, la mail di Giovanni, e di rispondere, a quella mail del suo vecchio amico Giovanni che non sentiva da così tanto tempo. Per quale motivo non lo abbia fatto, adesso non è in grado di ricostruirlo.

Fatto sta che i giorni sono passati, e non in modo poi tanto dissimile dai precedenti. Una sequenza talmente esatta da prevedere gli stessi rituali, le stesse ore di straordinario, gli stessi surgelati, le stesse sigarette, gli stessi buoni propositi di smettere, le stesse dimenticanze. Soltanto la memoria del suo computer ha continuato a riempirsi. Lui di quella mail, la mail di Giovanni, si era proprio scordato, almeno fino a quando, una mattina – era ancora domenica – non ha acceso la radio. È stato allora, assicura lui, solo e soltanto allora che dice di aver pensato: Giovanni.

martin hofer racconto

Martin Hofer (1986) è nato a Firenze e vive a Torino. È stato finalista a Esor-dire (2012) e ha partecipato a tre edizioni di 8x8, un concorso letterario dove si sente la voce (2015, 2017, 2018). Suoi racconti sono apparsi sulle riviste Colla, Cadillac, Flanerì, Verde e inutile. Lavora come ufficio stampa in ambito editoriale. Ha fondato e dirige insieme a Bernardo Anichini L’Inquieto, rivista online di racconti illustrati.