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carlo paolo cattaneo racconto

filo da cucire e gesso

Un racconto di Carlo Paolo Cattaneo
Numero di battute: 2463

Trovarono la prima carcassa tra la vegetazione sulla riva del canale artificiale che attraversava la proprietà a nordovest.
Pope esaminò il corpicino bruno coperto di polvere.
«Morto?»
«Sì» disse Pope.
«Ottimo.»
«Può avvicinarsi. Ancora non puzza.»
«Vedo bene anche da qua.»

Pope infilò la carne morta nel sacco di juta. Guardò la polvere biancastra sparsa sul terreno dal vento e poi guardò il canale. Il canale era in secca. «Andiamo.»
«È sicuro lasciare tutto in quello stato?»
«L’esca?»
«Eh.»
«Se la porta via la pioggia» disse Pope. «L’unica cosa di cui preoccuparsi è la carcassa. Quella attira le bestie.»

Pope uscì dall’avvallamento dove scorreva il canale e raggiunse l’uomo.
«Dice che ne troveremo altri?»
«Sicuro. Non ci sarà da camminare troppo.»
«Benissimo.»

A venti metri trovarono una seconda carcassa. Pope la infilò nel sacco e continuarono.
«Quanti pensa che ne troveremo?»
«Difficile a dirsi.»
«Una decina?»
«Magari anche di più.»
«Non saranno mai abbastanza. Quei bastardi si riproducono di continuo.»

«Quei bastardi
si riproducono di continuo.»

«Eccone un altro.»
«Creature schifose.»
«Tenga aperto il sacco» disse Pope.
«Dio, come puzza.»
«Guardi, si sono mangiati un po’ di budella. Dev’essere stato un gatto selvatico.»
«Lo metta via.»
«Hanno lasciato fegato e polmoni.»
«Dio santo.»
«Dopo il primo morso avranno sentito che c’era qualcosa di strano e hanno lasciato perdere.»
«Gatti, dice?»
«Probabile.»
«Peccato, mi piacciono i gatti.»
«Oh, non moriranno. Non ne hanno mangiato abbastanza per morire.»
«Meglio.»
«Avranno le budella arrotolate per un giorno o due, quello sì.»

Arrivarono al casale prima di mezzogiorno e i cani cominciarono a latrare. Sentivano l’odore di carne morta.
«Cosa ne fa delle carcasse?»
«Legna e benzina.»
«Bene.»

«Ci sono un paio di esemplari niente male» disse Pope. «Bisogna vedere in che stato è la coda. Se la coda è rimasta bella e gonfia, allora si possono impagliare.»
«Non so chi vorrebbe una cosa del genere.»
«Oh, ma un sacco di gente. Sono delle belle creature da arredo.»
«Sono animali schifosi. Pantegane glorificate.»
«Uno con una buona coda si vende al prezzo di una settimana di lavoro.»
«Non mi interessa.»
«Buona giornata, allora. Tenga i cani lontani dal canale fino alla prima pioggia.»
«Torna domani?»
«Sì.»
«Ne troveremo come oggi?»
«No. Sono creature che imparano alla svelta. Ne troveremo la metà. Il giorno dopo solo un paio. Poi le esche saranno inutili.»
«Come ci liberiamo degli altri?»
«Vedremo» disse Pope e si incamminò verso casa. Sulla strada comprò gesso e filo da cucire.

bio carlo paolo cattaneo

Carlo Paolo Cattaneo (Milano, 1994). Laureato in Economia Aziendale, consegue un master in Marketing. Vive a Milano. Scrive.