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racconto stefano morleschi

l’ attesa

Un racconto di Stefano Morleschi
Numero di battute: 2048

Bazzicando a vela il Mediterraneo ero capitato su un’isola dove la gente, forse per sfuggire il sole martellante, trascorre le giornate dentro il proprio garage, sovente trasformato in vera abitazione, o magari bottega. In ogni caso una sorta di osservatorio, affacciato sul piccolo mondo costituito da uno scorcio di strada. Nel complesso una popolazione chiusa, diffidente.

Soltanto con due anziani, anche loro intenti a sbirciare l’esterno seduti nell’ombra del garage, ero riuscito a scambiare qualche parola. Il più vicino alla strada era un uomo corpulento, sulla settantina, l’altro, accovacciato sopra uno sgabello in penombra sul fondo del box, sembrava più asciutto, forse un po’ meno attempato. Una specie di calzino nero gli rivestiva quel che restava di una delle mani.

Il loro garage, piccolo, quasi interamente occupato da una Vauxhall scarlatta – probabile residuo della dominazione britannica – per metà ricoperta da un telo, pareva l’unico destinato alla sua vera funzione.

«Ma voi qui
che cosa fate?»

Quello che colpiva lì dentro, però, erano le pareti, tappezzate a perdita d’occhio di fotografie di volti, perlopiù in bianco e nero, formato tessera. Alcune ricordavano certi annunci funebri.

«Chi sono?»
Mi rispose l’uomo corpulento, con uno sguardo ilare: «Sono tutti morti!».
Anche il monco, annuì divertito.
«Tutta gente dell’isola? Vostri parenti?»
L’omone annuì, poi scosse la testa: «Non solo…» allargando le braccia in un gesto che pareva includere una generosa porzione dell’umanità defunta.

A campione, mi indicò alcuni di quei volti. Si andava dai semplici cittadini a Adolf Hitler, passando per Stalin, Churchill o la Thatcher. Fra i trapassati, oltre a politici e isolani, riconobbi un pilota di Formula 1, attori, e qualche celebre cantante del passato.

«Ma voi qui che cosa fate?»
«Aspettiamo.»
«Aspettate cosa?»
Giù una risata.
Accennarono alla parete, appuntando gli sguardi che fino a un attimo prima, nella penombra del garage, circolavano a vuoto, sull’unico spazio rimasto libero sui muri.
E giù un’altra risata.
Lì, in effetti, c’era posto per due.

stefano morleschi foto

Stefano Morleschi (1954) è nato a Genova. Ha pubblicato la raccolta Rue de l’Aiguillerie (Moby Dick, 2013), suoi racconti compaiono nell’antologia Mangia, Scrivi, Eataly (Eataly, 2015), curata dalla scuola Holden, e in Rivista Letteraria n.4-5. È autore anche di aforismi pubblicati con gli editori Josef Weiss e Pulcinoelefante.