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cena al ristorante cinese

Un racconto di Emidio Colucci
Numero di battute: 2500

Sono al ristorante cinese con Sandra, Enzo e Giulia che stanno parlando dell’università. Sandra tiene l’attenzione su di sé, muove un po’ la testa mentre parla per far danzare le ciocche di capelli che le incorniciano il volto, dice non vedo l’ora che arrivi ottobre e che è felice di partire. Ogni tanto mi guarda, poi vede che la sto ignorando e torna a parlare con gli altri. Io fisso quelli del tavolo all’angolo della sala, una donna di mezza età dall’aria triste insieme a una bambina che le siede accanto e un uomo sulla sessantina.

Sandra continua a promuovere la sua chioma, poi propone di farci una foto per Instagram. Rifacciamo la foto sette volte perché ogni volta qualcuno è uscito male. La settima è la prescelta e anche se io sono venuto fuori che sembro stupido do il permesso di pubblicarla perché mi sono stancato.

«Sta per arrivare, sta per arrivare, adesso arriva.»

Vedo Sandra che giocherella coi tasti e penso che ha proprio un’espressione tenera quando si concentra su qualcosa senza pensare a come appare. Poi lascia il cellulare sul tavolo e il suo viso assume di nuovo una posa alla Kylie Jenner. Sta per arrivare, sta per arrivare, adesso arriva. Eccolo: @xsxandra ti ha taggato in una foto. Apro la notifica, clicco due volte sulla foto senza guardarla e sono finalmente libero.

Enzo, che è alla mia sinistra, mi guarda e mi chiede se va tutto bene. Torno a guardare il tavolo che stavo fissando prima. La bambina si alza dalla sedia e va verso l’uomo, che non ha l’aria di essere suo padre; lui è imbarazzato ma scherza teneramente con lei e le carezza la schiena. La donna abbassa lo sguardo e sfiora la tovaglia del tavolo.

Enzo vede che sto guardando in quella direzione, si avvicina al mio orecchio e mi fa, sussurrando: «Secondo te chi si scopa delle due?». Sopra di loro c’è una grande illustrazione in stile orientale, di tipo dozzinale e che probabilmente non piace neanche ai proprietari; la fisso un po’ per inquietarmi.

Poi arriva la cameriera a prendere le ordinazioni. Giulia mi chiede se ho scelto finalmente dove andare a studiare e soprattutto cosa, io rispondo sì e che ho scelto Grafica d’arte alla fine. Ne è entusiasta, forse più di me; mi chiede il perché della scelta. Non so neanche io il perché, le dico che il piano di studi sembra interessante. Lei concorda e dice che be’, è il minimo. Poi mi illustra i suoi piani per costruirsi un bel futuro. Io penso che finirò per impazzire se continuo a sentir parlare di costruzioni. Allora mi alzo, cerco nella tasca le mie sigarette e vado fuori a fumare.

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Emidio Colucci (2000) è nato e cresciuto a Taranto. Diplomato al liceo artistico, coltiva la passione per l’arte e la scrittura fin da bambino.