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Un racconto di Alessandra Piccoli
Numero di battute: 2483

Ricorda solo un bacio tra le scapole, si infila una mano nelle mutande e la annusa.
Non c’è il suo odore, non è successo niente.
Non chiama il suo nome, Caterina.

Cerca le chiavi del suo Pick-up nella tasca sinistra dei jeans, quella senza buco, si gratta il culo, lo stringe sorridendo. Sale in macchina e infila la chiave nel cruscotto, tira giù il finestrino e suda. Vorrebbe essere il cane che attraversa la strada, lento. Rimane fermo finché diventa un puntino nero avvolto dagli arbusti.

Chi non può più parlare sta dietro, nel cassone, sotto al pesante telo antipioggia. C’è puzza di vomito e cibo decomposto che entra dal finestrino, puzza anche lui e l’unica cosa giusta ora è una doccia. Lei scende sempre dicendo ciao amore mio, lasciando le briciole del pane dell’hot dog sul sedile del passeggero dopo avergli infilato in bocca prima la sua lingua mista a una pappetta, e poi il grosso wurstel, perché a lei piace solamente l’idea della carne, quell’odore affumicato che poi le ritorna su, sempre. Si succhia un dito ora, ne aggiunge un altro, vorrebbe provocarsi il vomito, pensa alla sua lingua, al sapore della saliva e del pane predigerito, all’odore di maiale che si infila nelle narici. Annusa le dita bagnate, chiude gli occhi e se li tocca urlando vieni qui che ti bacio gli occhi, cretino!

Guarda il sedile, conta le briciole, lei è seduta con le gambe semiaperte e il vortice d’aria che entra dal suo finestrino alza la tela del vestito a fiori piccoli mentre lui accelera, succede sempre così. La macchina è ferma, gira la chiave, esce del fumo scuro da dietro e parte.

«Non c’è il suo odore, non è successo niente.»

Non ha voglia di ascoltare una canzone, il suo stomaco fa rumore, non si ricorda l’ultima volta che ha mangiato, forse a pranzo il giorno prima, gli gira la testa mentre guida guardando un punto nell’orizzonte che si sta colorando di rosso.

Prima di sistemare chi non può parlare va a casa, lascia la macchina aperta vicino al patio e scende. Gli sembra un luogo estraneo, distante, chiuso da anni, non ne riconosce l’odore. Sul legno grezzo del pavimento davanti alla porta d’entrata ci sono alcune gocce di sangue secco e scuro, probabilmente di qualche animale, pensa. Si china per toccarle e le gratta con l’unghia dell’indice sinistro.

La luce laterale gli scalda una guancia.
Cerca le chiavi di casa e le trova, mentre le infila spinge con la spalla la porta difettosa che scatta.
Il niente lo avvolge e dice: dove sei. Si sfila la maglietta e la cerca nello specchio, tra le scapole.

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Alessandra Piccoli (1970), di Vicenza, ha studiato Psicologia a Padova. È redattrice di Bibbia D’Asfalto, vicepresidente di Spritz Letterario e collaboratrice di Senzaudio. Ha pubblicato due raccolte di poesie: Diversoinverso (Terra d’Ulivi, 2015) e Tè Verde (Cicorivolta, 2016). Ha scritto racconti, l’ultimo pubblicato su Altri Animali di Racconti Edizioni. Ha partecipato a due serate di 8x8, nel 2014 e nel 2018.