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l’ordine degli universi

Un racconto di Federico Di Gregorio
Numero di battute: 2481

In Turchia chiamano il Mar Mediterraneo “Ak Deniz”, mare bianco. Marco lo ascolta dire in televisione mentre incarta un enorme uovo di cioccolata, con dentro un rossetto scuro, perché Denise ama i trucchi scuri, e ama le uova di cioccolata.

La scuola è finita da venti minuti. Si sentono i motorini volare giù da via Castiglione. Il Gonzo è senza mutande, non le ha messe perché ha caldo - dice -, ma forse è per festeggiare l’evento che stavolta non dovrà ripetere l’anno.
«Cazzo, dài! Scendi o salgo? Salgo?»
Non ha il senso della misura.

Il Gonzo e Marco sono compagni di banco. L’anno scorso si sono fatti bocciare per aver tentato di dare fuoco all’auto della preside Grisaldi, nel suo giardino.

«Cazzo, dài! Scendo o salgo? Salgo?»

«Ho visto un uovo di cioccolata!» dice il Gonzo. «Marco… cazzo… ho visto un uovo di cioccolata!» Il Gonzo urla e si mette le mani tra i capelli ricci unti e inizia a ridere sguaiatamente grattandosi la testa umida di sudore. «Cazzo… Marco… ho visto un uovo di cioccolata, a giugno!»
Una vespa piccola gli gira attorno. Marco la vede dall’angoletto della finestra ma non gli dice nulla, all’amico senza mutande.
«Denise è la ragazza per me, invece. Lo sai?» dice il Gonzo.

Marco sta aggiustando il fiocco rosso. Lo sta sistemando facendo attenzione che la curva di rosso a destra sia poco più grande della curva a sinistra, pretendendo di centrare l’armonia.
Ora soffia contro la seta per scacciare la polvere.
Scuote la testa. Il Gonzo da fuori lo fissa.
Marco prende un pennarello. La carta che copre l’uovo è bianca e stropicciata, così ci scrive una cosa: “Ak Deniz”, mare bianco.
Lui non ha mai creduto alla strana teoria dell’ordine degli universi, spuntata fuori da un romanzo che ha appena letto: dice che tutto scorre con una logica, sensata, mica come il loro amore.
«Ma uno come te, si può innamorare di una così?» dice il Gonzo.

Marco prende l’uovo, lo incastra sotto al braccio. Apre il portone.
«Marco, ti sei fottuto il cervello!»
«Mi dai respiro?»
«Tu vai a casa della preside Grisaldi, a giugno, a dare un uovo di cioccolata alla figlia, che ci esci e la madre che ti odia nemmeno lo sa?»

La vespa ascolta. Entra nella tasca del Gonzo.
Marco fa finta di nulla, va verso lo scooter e prende il casco.
«Andiamo?» chiede Marco saltando in sella.
Il Gonzo scuote la pancia con le mani. Lo fa abitualmente.
La vespa così infila il pungiglione e lo ritrae.
Il Gonzo corre.

Marco ora parte alla volta di Denise. Perché a lui non importa nulla della stramba teoria dell’ordine degli universi.

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Federico Di Gregorio è nato nel 1985. Nel luglio 2017 ha pubblicato il romanzo breve Le differenze (Delos Digital).