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il padre

Un racconto di Francesco Bolognesi
Numero di battute: 2498

Tutti i bambini del parco giochi improvvisamente diventarono identici a suo figlio. Lui se ne accorse girandosi e vedendo che c’erano due bambini che erano identici l’uno all’altro e vestiti allo stesso modo: maglietta bianca con faccia di Spiderman con macchia di moccio e pantaloncini blu sporchi d’erba; stavano scivolando uno dietro all’altro per uno scivolo lungo e largo se percorso da loro. Si passò una mano in testa, retaggio dei tempi in cui aveva i capelli. Guardandosi intorno vide altri suo figlio, intenti a spingersi sull’altalena a vicenda, a rincorrersi per il prato; uno si stava arrampicando su un albero. Chiese ai due bambini più vicini a lui come si chiamavano e risposero Andrea. Chiese di vedere le mani, su entrambe c’era la piccola cicatrice di appena un mese prima.

Provò a chiamarlo, suo figlio, magari avrebbe risposto. Disse: Andrea, andiamo a casa? E tutti gli risposero da punti diversi: no, è ancora presto, ti prego papà!

«Guardandosi intorno vide altri suo figlio.»

S’immaginò di dover fare il padre di tutti quei bambini: erano tanti.
Pensò di prenderne uno e andarsene, se davvero erano uguali non era un problema. Si avvicinò a quello che era più vicino e lo prese per mano, il figlio cercò di fare come se non esistesse, attento solo a giocare con due bastoni.
Dài, dobbiamo andare a casa che la mamma ti aspetta, disse il padre.
Il bambino allora si girò e guardò il padre e poi convintosi si incamminò, tenendolo per mano. Gli altri bambini si accorsero che il padre se ne stava andando con Andrea e incominciarono a seguirlo anche loro. Vogliamo venire anche noi dalla mamma, dicevano. Anche noi! Sì!

Il padre si girò e vide i bambini corrergli incontro e circondarlo, tutti volevano la sua mano, poterla stringere. Lui se le guardò, erano grandi, ma non abbastanza. Disse: Facciamo una gara a chi arriva prima a casa da mamma. Va bene?

I bambini allora alzarono entrambe le mani, strette in pugni, sincronizzati, e all’unisono dissero: SÌ! Il padre corse, intorno a lui c'erano tutti i bambini con le stesse labbra e gli stessi occhi. Accelerò un po’ aumentando il passo e guardandosi dietro vide che alcuni facevano più fatica, avevano il fiatone e si piegavano in due. Andò più forte ancora e mentre facevano la strada di casa i bambini diminuivano, rimanevano indietro e poi sparivano, uno dopo l’altro, riducendosi alla fine, quando arrivarono dalla mamma, a uno solo, che superò il padre con la maglietta a chiazze di sudore. Il padre lo vide girarsi e aspettarlo per porgergli la mano.

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Francesco Bolognesi (1994) è nato in provincia di Ferrara. Diplomato alla Scuola Holden, studia regia alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti. Ha pubblicato un racconto in Questo libro si può anche leggere (Autori riuniti, 2016), scrive per Undici.