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Esposito Nicola racconto

fumo

Un racconto di Nicola Esposito
Numero di battute: 2439

«Riuniamoci, questa mattina, a celebrare il Venerdì santo» dice un prete col microfono, imboccando lo squallido porticato di un complesso condominiale, e incede, in una luce pallida di nebbiolina, e incede, col suo strascico di fedeli.

Poco distanti, due ragazzini li squadrano, nelle facce bambine una vecchia malizia. Uno è secco secco e seduto a cavalcioni d’una motoretta; l’altro, tozzo, sul cofano d’una macchina.
Un bastardo roso dagli stenti si accuccia ai piedi di un pilastro.

«Osanna eh!» intona stonato il prete.
«Osanna eh!» echeggiano i provetti coreuti.

La processione si avvicina ai ragazzini. Quello secco fissa il prete, una diffidenza scura nella smorta magrezza del volto; l’altro trae il cellulare di tasca e vi china la testa. Con un’aria di flaccido sussiego, le braccia allargate e i palmi rivolti in su, il prete avanza salmodiando e, accanto ai ragazzini, dà loro un’occhiata che ha il colore della nebbia e un attimo dopo torna a guardarla, dritto davanti a sé. Come passa oltre, quello tozzo guarda storto la schiena del prete, le maschere tragiche di alcuni fedeli, la mutria di altri e l’incantata confusione di qualche bambino.

«I cieli e la ter...» Il microfono tonfa: il prete incespica nel lembo della talare e cade ginocchioni; e un vecchietto gli afferra di lancio il gomito, una donna fa «uh!» posando la mano sul petto, un’altra raccoglie il microfono e lo porge al prete, che lo prende alzandosi goffo, e lento, e alcuni bambini lo fissano inebetiti, e gli altri fedeli mormorano; mentre il ragazzo secco abbassa la testa e la scuote con un risolino, e l’altro nasconde una risataccia nell’incavo del braccio.

Impettito, un sopracciglio alzato nella faccia paonazza, il prete riprende a incedere.
«I cieli e la terra» dice, «o Signore, sono pieni di te.»

«Ma chi è Osanna?»

Il bastardo squarcia le fauci sbadigliando e si distende su un fianco.
«Ma chi è Osanna?» dice il tozzo al compare, che scrolla le spalle, mentre entrambi osservano la processione che sfuma nella nebbiolina, di là dal porticato, come un ricordo distante.
Poi il primo sfrega indice e pollice vicino al naso, annusando, e dice: «Cos’è ‘sta puzza?»
«Boh. Il fumo?»
«La nebbia?»
«No... Il fumo della chiesa.»
«Il fum... Ah... L’ices… L’insces…»
«Eh. A proposito di fumo, dobbiamo vendere» dice il secco.
L’altro annuisce, una mano intascata a brancicare una bustina di erba, e s’avvia col compare di spalle a un altro, lontano Sono pieni di te, nella luce pallida.

Nicola Esposito

Nicola Esposito (1985) è nato a Bari. Ha pubblicato racconti su Storiebrevi e sulla rivista Alibi. Nel 2009 è uscito il suo libro Quattro chiacchiere (Altromondo).