Pastrengo | rivista e agenzia letteraria

ginevra lamberti

capitan serenissima

Un racconto di Ginevra Lamberti
Numero di battute: 2464

Predilige sostare nel reparto ortofrutta, che è arioso, bene illuminato e molto vicino all’uscita. Nessuno gli nega un bel sorriso, tutti lo ascoltano. Quando i suoi pensieri volano altrove e si distrae ne approfittano per allontanarsi. Lo fanno con passo calmo. Appena girato l’angolo corrono via, guardano per un attimo l’orologio e pregano che il turno finisca in fretta.

Svetta nei migliori supermercati della città, a giorni alterni, in orari imprevedibili. È alto due metri, porta in giro una lunga chioma dorata su centocinquanta chili di muscoli scolpiti non si sa dove né come. Lo chiamano Capitan Serenissima.

Indossa scarponi da montagna senza calzini, shorts di jeans troppo corti e molto strappati, una maglietta a brandelli che una volta era bianca. Una bandiera della Repubblica di Venezia è legata attorno al suo collo e quando corre via sventola come mantello pronto a fargli spiccare il volo, ma il volo non lo spicca mai.

Capitan Serenissima
è un esempio di integrazione.

I suoi superpoteri consistono nello smaterializzare la birra più forte del discount senza farla passare dalla cassa, smaterializzare i malumori della gente intorno a sé, smaterializzare le forze dell’ordine, moltiplicare i sorrisi.
La sua Missione è ancora ignota.
Capitan Serenissima è un esempio di integrazione.

Alza il braccio destro al cielo e punta l’indice verso un neon a caso, dice che l’Ungheria è il paese migliore del mondo mentre la Croazia fa schifo. Gli accompagnatori di carrelli che gli passeggiano attorno si guardano e non osano proferire parola, ma ognuno di essi si sta chiedendo se è ancora vero che non siamo né in Croazia né in Ungheria. Alza il braccio sinistro e punta l’indice verso la scarola a prezzo speciale e grida qui costa tutto troppo. Io vado al discount Qualità Italiana e con cinque euro mangio come un re. Nuovamente rivolgendosi ai passeggiatori di carrelli grida non dovete stare qui, cosa ci fate tutti qui? Fissa l’uscita e colto da una qualche illuminazione corre via, con la bandiera che sventola come mantello pronto a spiccare il volo, ma il volo non lo spicca mai.

Libero da orpelli, nessuno sa se abbia una casa, ma Capitan Serenissima la sera torna dove sa, tira fuori da sotto al materasso una vecchia stampa con i segni del foglio più volte accartocciato e altrettante spiegato con cura. Ogni sera guarda quel foglio, mette la testa fra le mani e valuta l’ipotesi di tornare indietro. Poi la scarta. Con i suoi superpoteri trasforma il mantello in coperta e la veglia in sonno.

ginevra-lamberti

Ginevra Lamberti (1985) vive a Venezia, cambia spesso lavoro, nel 2015 il suo primo romanzo, La questione più che altro, è stato pubblicato per nottetempo.
Suoi racconti sono stati pubblicati su Nuovi Argomenti, Linus, Colla, Scottecs Megazine, Lahar.